Intervento dell'Ambasciatore USA Thorne all'inaugurazione della mostra "Americans in Florence"
L'Ambasciatore USA Thorne durante il suo intervento all'inaugurazione della mostra "Americans in Florence"
Firenze, 2 marzo 2012
Illustri ospiti, signore e signori, è un vero piacere per me essere qui oggi.
Vorrei innanzitutto rivolgere il mio saluto al Sindaco Renzi, ed esprimere le mie sentite congratulazioni al presidente della Fondazione Strozzi Bini Smaghi, al Direttore Bradburne, ai curatori e finanziatori per aver realizzato un evento di così alto livello.
Sono veramente onorato di presenziare l’inaugurazione di questa mostra straordinaria, che celebra l’influenza che la città di Firenze ha avuto sulla formazione artistica di John Singer Sargent e dei pittori impressionisti americani.
La forte connessione fra italiani ed americani risale a molto prima che John Singer Sargent arrivasse a Firenze, al tempo dei coraggiosi ed intraprendenti esploratori italiani fra cui Cristoforo Colombo, Giovanni da Verrazzano, Giovanni Caboto (che noi conosciamo come John Cabot) e, naturalmente, Amerigo Vespucci.
So che la città di Firenze sta collaborando con molte organizzazioni ed università americane per celebrare l’anno di Amerigo Vespucci, in cui ricordiamo ed onoriamo i 500 anni di relazioni fra il Vecchio ed il Nuovo Mondo. Inoltre, nell’ambito di tale celebrazione, l’iniziativa del Sindaco Renzi “Naming the Future” ci esorta non solo a riflettere sulle glorie passate, ma soprattutto a pensare alla loro applicazione attuale con l’obiettivo di forgiare un futuro vibrante sia per Firenze che per l’Italia.
L’altro giorno il sindaco Renzi ha scherzato sul fatto che il mio paese si sarebbe potuto chiamare “Gli Stati Uniti di Vespuccica”, se un cartografo tedesco non avesse creduto che “America” avesse un suono migliore!
Ma, seriamente, è stato lo spirito di avventura di Vespucci che ha contribuito a fare degli Stati Uniti il paese che sono oggi e, sin da allora, gli americani hanno avuto la fortuna di accogliere moltissimi italiani dotati di grande estro e creatività che hanno fatto del mio paese la loro casa.
Anche gli Americani sono sbarcati qua in Italia. Il nostro primo rappresentante diplomatico nell’Italia unita fu George Perkins Marsh, che presentò le sue credenziali al Regno d’Italia solo tre mesi dopo la sua formazione. La nomina di Marsh da parte del Presidente Abraham Lincoln sottolinea il rispetto che Lincoln ebbe per l’Italia appena unificata, persino mentre stava combattendo per evitare che gli Stati Uniti si dividessero. Inoltre, fu lo stesso presidente Lincoln a cercare di reclutare l’eroe dell’unificazione dell’Italia, Giuseppe Garibaldi, come generale durante la Guerra Civile.
Chiunque abbia visitato Washington D.C. ha potuto osservare il contributo dato dagli artigiani, dagli architetti, dagli scultori e dai lavoratori italiani alla costruzione della nostra capitale. Il nostro Campidoglio fu affrescato da un italiano, e altre centinaia di migliaia misero a frutto il loro ingegno, bravura e duro lavoro a vantaggio della nostra rivoluzione industriale.
Grazie a ciò noi siamo oggi un paese di gran lunga migliore, non solo economicamente, ma anche intellettualmente ed artisticamente.
Il legame fra l’Italia e gli Stati Uniti è sempre stato profondo e variegato, in particolare nel corso degli ultimi decenni. L’Italia è il nostro partner privilegiato, il nostro indispensabile alleato nel promuovere la democrazia, nel proteggere i diritti umani e lavorare per migliorare la nostra reciproca prosperità. L’Italia ha dato un contributo fondamentale nella campagna NATO per proteggere il popolo libico da un dittatore.
L’Italia è vitale nel nostro impegno per evitare che l’Iran realizzi le sue ambizioni nucleari, e gioca un ruolo chiave nella difesa della democrazia e dello sviluppo in Afghanistan, nei Balcani, in Libano e in Nord Africa. L’Italia è inoltre una pietra angolare dell’economia globale, e questo mese il Presidente Obama ha dato il benvenuto al Primo Ministro Monti alla Casa Bianca esprimendo il suo plauso per i provvedimenti che il nuovo governo sta prendendo per assicurare la prosperità italiana e mondiale.
Le nostre relazioni commerciali sono fonte di prosperità ed innovazione, ed in particolare Firenze rappresenta un centro di fermenti intellettuali e commerciali. Sono numerose le imprese italiane leader a livello mondiale nella tecnologia delle energie rinnovabili, nel fotovoltaico e nell’energia eolica, e le società americane stanno realizzando importanti investimenti in Italia in questo settore.
Oggi, imprese americane come Eli Lilly e General Electric sono presenti in Toscana a lavorare con i vostri manager e la vostra manodopera qualificata in qualità di imprenditori di grande capacità e reputazione.
Anche le imprese, i prodotti e gli investimenti italiani sono i benvenuti negli Stati Uniti, e noi dobbiamo stimolare questa fecondazione incrociata fra i nostri paesi per trovare una via d’uscita dalla crisi economica.
La Firenze di Vespucci, di Sargent e dell’innovazione nelle rinnovabili è la stessa: caratterizzata da un nuovo modo di pensare, dallo spirito imprenditoriale e dalla capacità di esporsi al rischio. In breve, un centro di attività creative artistiche, capace di attrarre i migliori studenti americani, milioni di turisti, virtualmente un cordone ombelicale intellettuale fra i nostri due paesi.
Questi rappresentano i legami umani e spirituali che veramente ci uniscono. Le relazioni tra Italia e Stati Uniti si fondano da sempre su valori e ideali condivisi, nonché una comune visione del mondo.
L’apprezzamento e l’amore nei confronti della cultura italiana è ancora tale e, dal diciannovesimo secolo ad oggi, Firenze continua ad attrarre un gran numero di americani, eccellendo da sempre nelle arti, nelle scienze, nell’istruzione e nella gestione dell’autorità governativa.
Stasera, in compagnia di meravigliosi amici, noi celebriamo tali legami culturali, espressi nel campo dell’arte. La mostra di Palazzo Strozzi Americani a Firenze presenta alcuni dei miei artisti preferiti: John Singer Sargent è considerato un figlio adottivo della mia città di origine, Boston, ma è nato a Firenze; Mary Cassatt, invece, nata in America, ha passato molta della sua vita all’estero, vivendo e studiando in Francia e in Italia.
La città di Firenze ha influenzato in maniera decisiva la loro sensibilità e tecnica artistica, ispirando molti grandi americani di allora e di oggi.
Anch’io trovo qui oggi la mia ispirazione.
Vorrei quindi concludere ringraziandovi per aver dato l’opportunità al mio paese di partecipare concretamente alla realizzazione di questa bellissima mostra realizzata nell’ambito delle commemorazioni per il cinquecentesimo anniversario di Amerigo Vespucci -- è un grande onore per gli Stati Uniti d’America.
A tale proposito, ho dunque il piacere di consegnarle, Signor Sindaco, una lettera da parte del Segretario di Stato Hillary Clinton, con la quale ha voluto esprimere il proprio encomio e le più sentite congratulazioni a Lei ed alla città di Firenze.
Grazie a tutti.