Saluto dell’Ambasciatore David H. Thorne all’inaugurazione della Mostra “For President”
L'Ambasciatore David H. Thorne all’inaugurazione della Mostra “For President” (foto Gabriele Mariotti)
Torino, 18 settembre 2012
Buona sera a tutti,
Grazie per la vostra presenza e grazie agli organizzatori della mostra “For President”. Desidero esprimere in particolare le mie congratulazioni alla dottoressa Sandretto Re Rebaudengo, per aver scelto un luogo davvero perfetto per esibire le stupende foto della Magnum e per condividere il clima, unico, delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
È per me un grande onore inaugurare questa mostra multimediale che ripercorre cinquant’anni di momenti salienti della strada che porta all’elezione del Presidente. Un percorso di democrazia che si ripete ogni quattro anni, lasciando tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo momento.
Ho accolto con entusiasmo l’invito rivoltomi da Mario Calabresi a dare il patrocinio della nostra Ambasciata a questa iniziativa di grande valore culturale. Inoltre, sono onorato di offrire il mio personale contributo sul sito de La Stampa ad un blog sulle prossime elezioni, con l'obiettivo di accompagnare il pubblico italiano ad una lettura attenta del processo elettorale, che terminerà il 6 novembre.
So bene che le elezioni presidenziali americane galvanizzano l’attenzione di tutto il mondo: il processo formale è sempre lo stesso, ma nella sostanza esse sono diverse le une dalle altre in quanto influenzate da fattori contingenti quali la situazione economica e sociale, la stabilità mondiale, le aspettative, le preoccupazioni e le speranze del popolo americano.
L’elemento comunicazione svolge, ovviamente, un ruolo chiave in queste campagne. Generalmente vince il candidato che utilizza al meglio tale strumento, a cominciare dall’uso della radio da parte di Franklin Roosevelt, all’uso della televisione da parte di John F. Kennedy, al riconoscimento da parte di Ronald Reagan dell’importanza dell’immagine nel momento in cui nascevano la televisione via satellite e le videocassette, fino ad arrivare al Presidente Obama e all’uso dei social media.
Si afferma il candidato più veloce a cogliere il potere delle nuove tecnologie, attraverso le quali egli ha l’opportunità di rappresentare una nuova generazione di leadership, più in sintonia con il Paese. Personalmente ricordo bene l’avvento della televisione nella campagna politica ed in particolare il famoso dibattito Kennedy-Nixon nel 1960.
Oggi la televisione divide il suo importante ruolo con i media on line. Essi, insieme ai social network, hanno una funzione ormai fondamentale per raccogliere fondi, gestire gli aspetti logistici ed organizzativi e per veicolare al meglio le storie che appaiono sui media.
Alcune immagini di questa mostra richiamano alla mia memoria momenti importanti, vissuti direttamente, come la corsa presidenziale del 2004, quando ho diretto la comunicazione su internet della campagna elettorale di mio cognato, il Senatore John Kerry.
Allora, quando ancora non esistevano Facebook o Youtube, siamo stati tra i primi a comprendere l’importanza del messaging per monitorare gli umori dell’elettorato e per influenzarlo.
Proprio nel 2004 è iniziato l’uso del multimedia e, per molti aspetti, abbiamo ispirato le strategie che vengono usate oggi. Nel 2008, quando ho partecipato alla fase iniziale della campagna del Presidente Obama, ho sperimentato in prima persona l’importanza dell’uso di Facebook e Youtube. Oggi vanno per la maggiore Twitter e Tumblr.
Ogni campagna fa uso di nuovi media, ma ciò che diventa davvero importante é l’interazione tra di essi e la giusta combinazione del loro uso.
Negli anni ‘60 si organizzavano le marce a favore o contro un candidato.
Dal 2004 si mandano emails, tweets, messaggi e, anche se non è il candidato stesso a rispondere al singolo messaggio del potenziale elettore su una questione specifica, la sensazione di entrare in diretto contatto con il candidato ha un effetto dirompente sull'elettorato.
Alcune di queste foto evocano momenti della democrazia americana molto forti e drammatici, che tutti abbiamo impressi nella memoria.
Altre immagini ci fanno capire come nelle campagne elettorali ci sia un elemento di divertimento, di energia positiva e allegra, come mostra ad esempio la foto della signora con gli occhiali sostenitrice del candidato Goldwater.
La mostra include anche una serie di gadget elettorali che, mi dicono, piacciono molto qui in Italia. Da sempre una costante nelle campagne, essi rappresentano in un certo senso uno dei primi messaggi di pubblicità elettorale, nonché uno strumento per comunicare ed identificarsi politicamente anche prima dell’avvento della televisione.
Ebbene, la mia passione per la democrazia americana è cominciata proprio all’età di otto anni, quando una mia cara zia mi regalò una scatola piena di spillette raccolte nelle campagne elettorali degli ultimi 50 anni. Mentre l’aprivo e ne guardavo il contenuto, avvertivo un che di magico in quegli oggetti, un senso della storia che non capivo ma che percepivo con emozione.
Con ogni campagna elettorale la democrazia americana si rinnova e rinasce, e questo percorso è caratterizzato da un’atmosfera straordinaria che affascina tutto il mondo.
Vorrei concludere dicendo che è veramente molto importante per me essere di nuovo nella vostra bella città cosi ricca di storia, dove è iniziato il cammino verso l’unità d’Italia, dove è nata l’industria automobilistica e dove si è sviluppato il movimento slow food.
Essere in questa città mi permette di rinnovare e celebrare la profonda amicizia che da sempre esiste tra i nostri due Paesi ed i nostri popoli. GRAZIE A TUTTI VOI